Silvia Lippi

Solo davanti al libro.

Riflessioni a partire dal testo di Massimo Recalcati, Il mare della formazione, Milano, 2018

«Il compito degli analisti oggi è quello di rinnovare il modo di trasmettere la psicoanalisi, e questo è possibile solo attraverso la messa in gioco di sé stessi, al di là di ogni convenzione ed identificazione […] La messa in gioco di sé stessi implica la solitudine di fronte al libro. È questa la decisione, il clinamen, o ancora, il desiderio. E questo desiderio, di matrice spinozista, non ha bisogno dell’Altro, ma degli altri, cioè di una comunità analitica con cui confrontarsi. In altre parole: il desiderio ha bisogno delle divergenze. È questa la potenza –  potenza impensata, impensabile dice Althusser –  di un desiderio che avanza da solo… ma con gli altri (divergenze)! “Ogni libro è l’insieme dei malintesi che genera”, scrive Georges Bataille . Senza le divergenze non vi è lettura, ma solo parafrasi, ripetizione dello slogan, del commento lineare. Con (le) Divergenze il sapere si apre al contingente. Massimo Recalcati ci ha aperto la strada. Lui non si è accordato, accollato, conformato ad un modo unico di leggere il libro. E da-solo-con-gli-altri ha potuto rifondare la psicoanalisi lacaniana in Italia. Ha deciso di essere solo davanti al libro, e si è inventato un nuovo linguaggio, un linguaggio che è diventato anche il nostro, e che è capace di aprirsi alle Divergenze. Perché è lì, nella solitudine, nella decisione e nella divergenza che il desiderio dello psicoanalista opera»


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