Paola Stradi

Quando vibra la viola d’amore

Riflessioni su “Il mare della formazione” di Massimo Recalcati

«Ogni giorno mi trovo a dover alimentare il desiderio della scelta, a suggerire che antropologicamente è possibile scegliere al di là del luogo in cui ci si trova e che “restare” o “andare” non sono verbi che nella scelta delimitano un confine spaziale ma di emozioni e di interiorità. Non si è intraprendenti se si va via e non lo si è se si resta. Se è possibile scegliere in libertà – e dunque non si è costretti a fuggire come il ragazzo eritreo o quello del Mali – posso permettermi persino di rimanere: “…l’essere rimasto, non è atto di debolezza né atto di coraggio, è un dato di fatto, una condizione”.
Se il desiderio è spinta, è trasporto, attrazione, transfert verso qualcuno o qualcosa, vuol dire che da qualche parte bisogna attivare un innesco. E il lavoro di un orientatore è la continua ricerca dell’innesco di ciascuno verso un obiettivo di libertà, uno scenario aperto, un approdo in cui ogni anelito segna la direzione verso il ben-essere, verso la vita, cercando di intercettare quel luogo in cui la prospettiva di un tempo generativo possa coincidere in modo creativo con i propri desiderata»


Leggi il saggio in PDF