Nicolò Terminio

Connessioni e divergenze

«L’approccio recalcatiano alla psicoanalisi è un movimento affermativo perché presuppone che una formulazione teorica non si genera mai dalla critica di quelle di altri, ma dalla capacità di generare concetti. Se scegliamo la prospettiva recalcatiana troveremo sterile la polemica degli autori che vivono del lavoro altrui, collocandosi nel rovescio del loro pensiero. In effetti non sono per nulla appassionanti e non dicono alcunché di nuovo quei ricercatori che concentrano i loro sforzi in obiezioni e contestazioni, che si rivolgono agli altri chiedendogli di rendere conto delle loro concettualizzazioni, anziché partire dalle proprie. In tal modo viene preclusa la possibilità della soggettivazione perché l’attività di ricerca diventa subalterna a ciò che critica. La soggettivazione è un movimento affermativo perché fa derivare la propria spinta da se stessi anziché dall’esclusione del proprio contrario. Nel processo di soggettivazione la divergenza non è in contrasto con la connessione. La soggettivazione recalcatiana è un movimento che si sviluppa rapportandosi creativamente ad altri movimenti e produce un orizzonte di senso che è irriducibile alla giustapposizione di connessioni e divergenze. Solo quando c’è soggettivazione può accadere quell’incanto della testimonianza perché la testimonianza esprime una differenza affermativa»


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