Lucia Simona Bonifati

“Pas-se de tango”

Cavalier Tango e dama Psicoanalisi: una tanda verso l’Altro godimento

«Ballare il tango era per me la mia testimonianza dei miei giri nell’analisi, senza la quale, il pensiero del tango non si sarebbe nemmeno potuto rendere cosciente, e la sua pratica tanto meno. Ballare il tango era la testimonianza della mia posizione alla fine del tragitto dell’analisi. Potevo essere lì, a ballare, solo grazie al percorso dell’analisi. Il tango era la mia pas-se anche solo semplicemente e banalmente perché non ero più di marmo e potevo godere anche di una semplice camminata a suon di tango. Era la mia pas-se perché il tango mi aveva imposto di aggirare le barriere che la pace con la pulsione della prima analisi non aveva ancora evidentemente scalfito del tutto. La ferita apertasi con la separazione aveva spalancato una voragine, mi trovavo decorticata, vulnerabile, ed il tango sollecitava troppi punti che l’impatto con l’urto reale e traumatico con la separazione aveva reso scoperti, non avvolti dall’alone protettivo e non modulati dalla funzione anche fallica che un’unione può rappresentare. Quel lutto mi metteva in questione come donna, come mai prima mi era capitato nella vita di dover fare. Il tango mi chiamava ad entrare in gioco con la mia femminilità, a saper giocare con la pulsione, con il gioco del desiderio, con il corpo»


Leggi il saggio in PDF