Emanuele Lo Monaco

“Il coraggio di una azione divergente”

«La funzione dello psicoanalista è caratterizzata da una radicale esposizione alla solitudine, senza riserve, senza ripari, senza Altro. Non c’è sapere che permetta ad un analista di essere, in quanto tale, nominato. La nominazione non si può rasmettere per cooptazione né solo per apprendimento di concetti, nozioni, saperi, né, tantomeno, si può ridurre la questione della nominazione all’acquisizione, o peggio, “all’acquisto” passivo di una serie di titoli supposti garantire uno status identitario. La formazione, dell’analista, ma non solo, direi la formazione come evento della formazione in quanto tale, inevitabilmente passa attraverso un processo che tocca il buco del sapere, che risulta essere esperienza di un buco del sapere e che espone il soggetto non tanto all’incontro con una consistenza, ma con una radicale inconsistenza […] Penso che Divergenze possa incarnare l’idea di una istituzione aperta, plurale, sensibile alla complessità e alla cultura delle differenze. In poche parole: una istituzione che sappia essere fino in fondo ispirata psicoanaliticamente e che sappia testimoniare, nel proprio funzionamento, l’etica che la orienta […] Dall’isola nella quale adesso abito, guardo, usando le parole formidabili di Recalcati, “l’orizzonte del mare come orizzonte della formazione” e torno a vedere, con rinnovata speranza, l’avvento di questa rivoluzione culturale»


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