Amalia Mele

La clinica dell’esilio. Cura e migrazioni: erranza e segregazione nel legame sociale contemporaneo”

«Gli effetti dell’attraversamento della frontiera si pongono oggi in maniera molto più dolorosa rispetto alle passate migrazioni, anche per la peculiarità del viaggio. Il percorso del viaggio è molto traumatico. Al centro del percorso dello straniero, spesso disperato e tragico, nel viaggio che lo spinge verso di noi, verso l’Europa, vi sono due luoghi atopici da attraversare: il deserto e il mare. Il viaggio migratorio attraversa dunque due impossibili, due non-luoghi, il deserto e il mare, e si accompagna a violenze nel corso del viaggio. Dei migranti che compiono il viaggio non solo non si conosce spesso la storia ma neanche il nome. La definizione tranchant, la tassonomia assurda che distingue migranti economici e richiedenti asilo, non è sufficiente più per definire questo transito. Non vi è un transito solo di chi viene per lavorare o per richiedere asilo politico. Vi è un transito di bambini, adolescenti e di donne che pone nuovi problemi»


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