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Manifesto
Programmi e principi

1. Il nostro tempo tende ad abrogare la dimensione necessariamente particolareggiata della cura. Il primo obiettivo di Divergenze è quello di testimoniare e moltiplicare pratiche di cura capaci di preservare questa dimensione contro ogni riduzione della cura ad algoritmi astratti e a indici statistici che decretano una medicalizzazione sospinta della vita. 

2. Il nostro programma consiste nel riaffermare la centralità della dimensione umana e singolare in ogni pratica di cura. Di qui la nostra critica al prevalere attuale del feticismo del numero e della quantificazione, del regime protocollare e delle sue procedure valutative che tendono a cancellare il volto e il nome proprio del soggetto nel segno di nuove pratiche igieniste e segregative.

3. Divergenze vuole essere un movimento che unisce tutti coloro che, a diverso titolo, sono impegnati in pratiche di cura. Non solo nel senso stretto del setting di cura specificatamente clinico che struttura il rapporto tra un terapeuta e un paziente, ma in quello più esteso della vita sociale, dei gruppi, delle comunità e delle istituzioni. 

4. Ospedali, carceri, tribunali, scuole, istituzioni della salute mentale, associazioni di volontariato, asili, ecc. Dove c’è cura, Divergenze può portare il suo contributo in difesa del principio – ereditato dall’etica della psicoanalisi – dell’uno per uno, ovvero del carattere necessariamente particolareggiato e non anonimo che ogni pratica di cura deve saper preservare.

5. Divergenze vuole essere un movimento privo di un riferimento ideologico e dottrinale pre-definito. L’espressione “divergenze” indica la possibilità di riunire in uno stesso spazio teorie ed esperienze della cura differenti. Due i soli principi etici che lo ispirano e lo unificano: il riconoscimento del valore assoluto della singolarità del soggetto della cura come irriducibile a qualunque paradigma quantitativo e spersonalizzante; il riconoscimento che la finalità della cura è sempre eccentrica a processi di normalizzazione e di semplice adattamento conformistico della soggettività all’ordine della realtà. 

6. Clinica medica, clinica giuridica, clinica dei legami sociali, clinica psicoanalitica, clinica psicologico-psicoterapeutica, clinica della polis, clinica ecologica, clinica scolastica, clinica pedagogica. Il nostro campo di azione sarà frastagliato e organizzato in settori disciplinari divergenti che suppongono però zone molteplici di convergenza. 

7. La struttura organizzativa del movimento sarà leggera, aperta e pluralistica. 

​Massimo Recalcati

Milano, 2 Maggio 2019